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, RÉSUMÉ:, Dans les années qui suivirent le début de la conquête italienne de la Tripolitaine le refus de se soumettre, ainsi que l’instabilité due aux opérations militaires et à la répression de la résistance, engendrèrent le déplacement de plusieurs groupes de la population vers la Tunisie. Entre les deux guerres mondiales le phénomène se poursuivit, quitte à inverser sa direction lorsque le gouvernement italien adopta une politique favorable au retour des expatriés., Cet essai vise à reconstruire, sur la base des documents des archives, les différentes phases du mouvement des trabelsiyya (du nom qu’on leur attribuait traditionnellement en Tunisie), ainsi que les problèmes posés aux gouvernements français et italien par le changement du statut juridique des ‘sujets italiens de Libye’ en raison de la nouvelle situation coloniale. Le différend diplomatique qui s’ensuivit aggrava le litige italo-français, basé sur la revendication italienne à un “droit à la Tunisie” justifié par la présence d’une communauté particulièrement nombreuse dans le territoire du Protectorat.
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When the Italian government decided to conquer Libya, the military expeditionary force was instructed to avoid any action that could be interpreted as an affront to the religion of the population. However, in the course of military operations, several Muslim religious buildings were damaged or destroyed and Ottoman propaganda presented the aggression as a Christian attack on Islam. The resistance against the occupation soon took on the characteristics of holy war, its main leaders raising the banner of the jihād.
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Prima della delimitazione del confine tra il protettorato francese di Tunisia e i territori ottomani della Libia, nel 1910, la regione di frontiera era un luogo di passaggio attraverso il quale popolazioni dei due territori si spostavano seguendo i cicli delle attività agropastorali, per questioni economiche o in conseguenza di avvenimenti politici. Storicamente questo spostamento aveva interessato in maniera maggiore le popolazioni tripolitane, tanto che una parte notevole degli abitanti della Tunisia era di origine tripolitana, e come tale era riconosciuta dal nome di "trabelsiyya" attribuito ai suoi componenti. L'emigrazione tripolitana ebbe un incremento notevole dopo la conquista italiana di Tripoli: era un fenomeno estremamente negativo per la nuova colonia italiana, che vedeva depauperarsi una regione già poco popolata, mentre il protettorato francese si avvantaggiava dell'apporto di nuova forza lavoro. Intorno a questa emigrazione, tra il 1911 e il 1914 si svolse un'intensa controversia tra Roma e Parigi in seguito ai mutamenti nello statuto giuridico dei tripolitani derivati dalla nuova situazione coloniale. Mentre il governo di Roma riteneva legittimo il riconoscimento ai suoi sudditi libici di Tunisia dei privilegi riconosciuti agli italiani dagli accordi vigenti, il governo di Parigi lo vedeva come un pericolo per la sua sovranità: in prospettiva, come un'arma ulteriore che l'Italia avrebbe potuto usare nella sua rivendicazione del territorio di Tunisi, fondata su una presenza italiana quantitativamente importante all'interno del protettorato.
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